Tari. Cos’è e quando è obbligatorio pagarla.

Cos’è

Tari è l’acronimo di Tassa Rifiuti. Prima si chiamava Tares includeva e assorbiva anche le spese comunali provenienti dalla gestione dell’amministrazione dell’illuminazione pubblica. Per poterne regolare meglio la disciplina e i suoi limiti, nonché per considerarne in maniera più oculata l’importo, la normativa scelse di escludere proprio ciò che concerne l’illuminazione.

Quando va pagata

La tassa è riscossa dall’autorità comunale ed è riscossa su ogni immobile, privato o commerciale, che produce rifiuti. Le condizioni di pagamento della Tassa Rifiuti, secondo la legge, sono quattro. Il tributo deve essere pagato e dichiarato se la posizione in questione – trattasi di una posizione contrattuale, da dichiarare non appena si prende dimora per brevi o lunghi termini – usufruisce di almeno una delle seguenti condizioni: a) arredamento b) servizi idrici c) servizi elettrici d) servizi di fornitura gas. La legge prevede che se una di queste quattro condizioni è adempiuta, la posizione può produrre rifiuti e di conseguenza deve partecipare monetariamente allo sforzo collettivo dello smaltimento dei rifiuti.

Esempio

Perciò se allestisco una bancarella per la vendita di panini, spremute o abbigliamento, siccome faccio uso di elettricità e/o ho arredato ai fini di vivibilità o commerciabilità una parte del tessuto urbano sono in dovere di: a) dichiarare la mia posizione al comune di riferimento, per aprire una posizione con l’ufficio tari o con l’azienda /ente incaricato a svolgere l’ufficio preposto, b) pagare le voce di spesa, che riguarda la tipologia del mio utilizzo, il numero di persone residenti nella posizione nel caso riguardi un’abitazione domestica e la grandezza in metri quadrati della porzione di suolo per cui io intestatario della Tassa Rifiuti sono responsabile.

Sgravi, riduzioni e agevolazioni

La tassa in questione prevede degli sgravi, di cui i singoli comuni sono responsabili. Possono esserci sgravi se l’intestatario della posizione è incluso nel registro degli italiani residenti all’estero, se si tratta di una seconda casa, se faccio uso in proprio di strumenti per il riciclo e/o lo smaltimento dei rifiuti (vedi compostiera) e in altri casi. Come già detto, non esiste una lista standard di sgravi e riduzioni, è responsabilità dell’utente chiedere l’attivabilità o meno delle seguenti agevolazioni. La documentazione necessaria alla convalida di questi sgravi è da rinnovare annualmente nei primi mesi dell’anno.

Fonti: Ministero dell’Economia e delle Finanze, https://www.finanze.gov.it/opencms/it/fiscalita-regionale-e-locale/iuc-imposta-unica-comunale-imu-tari-tasi-00001/tari-tassa-sui-rifiuti/

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