Coronavirus e inquinamento: un primo bilancio

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Da quasi un mese ormai l’emergenza Covid-19 in Cina può dirsi terminata. A marzo dalle immagini satellitari della NASA era possibile notare un deciso miglioramento dell’aria in seguito al blocco delle attività produttive deciso dal gigante d’oriente.

Ma qual è la situazione adesso? Può questa tragedia servire da monito e spingere l’umanità a prendere maggiore coscienza del problema ambientale?

Dai primi studi purtroppo sembra di no. Stando ad un report indipendente del 18 maggio ad opera del Center for Research on Energy and Clean Air infatti sembra che gli effetti benefici del virus sul clima siano stati di breve durata. Guardando i dati appare evidente che l’inquinamento atmosferico è aumentato in tutta la Cina in seguito alla riaperture degli ultimi mesi. I livelli di biossido di azoto e biossido di zolfo sono infatti tornati ai livelli pre-Covid. Questo principalmente in seguito alla riapertura di centrali elettriche a carbone.

Aumento livelli di inquinamento in seguito alle prime riaperture in Cina

Il carbone bruciando infatti produce zolfo, che a contatto con l’ossigeno crea biossido di zolfo e proprio l’aumento di quest’ultimo è il segnale che gli effetti positivi dei blocchi sono stati di breve durata.

Come è già successo per la crisi del 2008, la Cina ha risposto alla crisi economica intensificando la produzione e vanificando gli effetti benefici, che si erano prodotti con il blocco forzato causato dal virus. Inoltre guardando alle dichiarazioni di grandi leader come Trump e Bolsonaro è facile capire che anche altri paese sono pronti a ripartire con industria pesante e combustibili fossili il prima possibile, senza valutare applicazioni di protocolli ambientali più restrittivi.

Tutto questo succede mentre, come osservato recentemente da un gruppo di ricercatori italiani, si cominciano già a scorgere le prime connessioni tra qualità dell’aria e mortalità da Covid-19.

Insomma questo virus poteva rappresentare un campanello d’allarme per farci comprendere che una politica che si preoccupa dell’ambiente è una politica che si occupa della salute. Speriamo non si dimostri un’occasione sprecata.

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